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D’Auria attacca il governo Ferraioli: “giunta più cara, più inefficiente ed inefficace!”

Luigi D'Antuono
settembre29/ 2017

 

Dopo due anni e mezzo non ci sono più scuse…anche per il 2017 la giunta Ferraioli si conferma la più cara di sempre per le tasche degli angresi ma soprattutto la più assente, inefficiente ed inefficace.

Ciò che dico lo conferma il Sindaco stesso con le nuove nomine e la distribuzione di deleghe ai suoi assessori, bocciando di fatto se stesso e annunciando l’ennesimo rilancio amministrativo. Siamo stanchi di assistere alla decadenza della nostra comunità mentre l’unica attività che impegna i nostri governanti è la distribuzione e l’accaparramento di poltrone.

Siamo all’inizio del terzo anno scolastico targato amministrazione Ferraioli e dei servizi a domanda individuale come trasporto e mensa scolastica non ve n’è ancora traccia ma sappiamo già che in molti casi costeranno anche il doppio e il triplo rispetto al passato così come già sono diventate inaccessibili, per i costi da sostenere, le poche strutture sportive fruibili per non parlare delle tariffe TARI, le più care nella storia del nostro comune.

Politiche sociali completamente cancellate dalla programmazione economica, lavori pubblici fermi al 2014 perché incapaci di avviare e completare opere già finanziate dalla precedente amministrazione come la ristrutturazione dello stadio Novi, la palestra ed il campo di calcetto nei pressi della scuola Taverna, aree liberate dai prefabbricati leggeri dopo 35 anni abbandonate all’incuria ed al degrado, villa comunale e parchi giochi impraticabili tra cui l’unico (via L Da Vinci) ospitante una giostra per diversamente abili addirittura chiuso dal 2015. Dissesto idrogeologico e relativo inquinamento affrontato producendo un cortocircuito istituzionale con gli enti sovra comunali preposti che immobilizza qualsiasi azione.

Una previsione di nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) che se approvato ed attuato renderà definitivamente ancor più invivibile la nostra realtà grazie alla possibilità di cementificare gli ultimi spazi liberi esistenti con nuovi insediamenti commerciali e civili che provocheranno una ulteriore crescita demografica di ca 3000 abitanti. Tutto ciò grazie alla contorta e depravata convinzione di creare crescita occupazionale grazie al cosiddetto “sblocco del mattone”, dimenticando di fatto, volutamente o meno, che i nostri territori sono diventati invivibili grazie al cemento.

Una città culturalmente e commercialmente morta grazie ad una amministrazione comunale che spinta dal livore e dall’odio verso il recente passato ha cancellato non solo gli eventi ideati dalla passata amministrazione come come il Maggio dei Monumenti, il Doria Festival, Spettri al Castello, Cinema sotto le stelle, Natale in Festa ma si è anche posta come ostacolo a chi privatamente e a costo zero ha dato una mano a tenere accesa l’ultima fiammella di speranza affinché l’economia locale potesse risollevarsi in un momento storico di crisi profonda. Cosa ancor più grave, è l’incapacità di creare alternative valide a ciò che volutamente si è distrutto, affossando di fatto non solo la Cultura ma anche il Commercio locale.

Il 2020 si avvicina inesorabilmente e con esso si chiuderà anche la programmazione 2014/2020. La Campania ha già programmato e impegnato oltre la metà del Patto per il Sud (10miliardi €) e la nostra armata brancaleone non è stata capace di trainare ancora 1€ di fondi europei nelle nostre casse, neppure quando sono stati ammessi a finanziamenti quasi tutti i Comuni campani, 450 su 500, (Fondi POC per eventi ), abbiamo perso i contributi per le giostrine ai disabili, abbiamo perso 500mila/€ dal fondo di rotazione che avrebbe consentito la possibilità di accedere ad altri fondi per la realizzazione di nuove opere. Di questo passo perderemo probabilmente l’ultima occasione che l’Europa ha dato alle sue Regioni sottosviluppate.

Chi decide il progresso o regresso socioeconomico di una comunità è la Politica, piaccia o meno ma è così.
La continua sfiducia della gente negli uomini che rappresentano le istituzioni e il relativo allontanamento da esse fa si che ad ogni competizione elettorale si rischia di sbagliare la scelta da fare, il dibattito si sposta sempre più sugli aspetti personali dei candidati anziché su quelli politici/amministrativi e sulle relative visioni della città del futuro.

Purtroppo non basta essere un ottimo ingegnere, architetto, avvocato, commercialista, insomma non basta essere un ottimo professionista o imprenditore per poter poi essere almeno un buon amministratore locale, quest’ultimo, laddove non c’è Politica che lo circonda ma solo l’inseguimento di piccoli interessi personali, produce effetti indesiderati probabilmente irreparabili per le future generazioni.   Consigliere Comunale Angri – Domenico D’Auria

Luigi D'Antuono
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