Stop all’esposizione di frutta all’aperto, la soddisfazione della Confesercenti

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Finalmente niente più frutta e verdura conditi allo smog! La Confesercenti di Angri, dopo ripetuti appelli ed iniziative, vede Polizia Locale ed ASL mobilitarsi a tutela della salute pubblica. L’associazione di categoria angrese chiede però più controlli per i furbi e per gli abusivi! Con una nota avente come oggetto: Disciplina degli alimenti – Esposizione degli alimenti all’aperto – Illecito penale, il Procuratore della Repubblica presso la Procura di Nocera Inferiore, ha inteso assicurarsi che, la sentenza della Corte di Cassazione n° 6108 del 10 Febbraio 2014, fosse effettivamente applicata, richiedendo un attento controllo della sua esecuzione, alle autorità preposte sul territorio dei comuni dell’Agro Nocerino Sarnese sotto la sua giurisdizione.

Detta sentenza recita testualmente: “La Suprema Corte, uniformandosi a principi risultanti già patrimonio tecnico-giuridico di pregresse pronunce, perviene ad includere nel concetto di cattivo stato di conservazione anche la vendita all’aperto di frutta e verdura esposta agli agenti inquinanti ed atmosferici.

La nota del Procuratore e la sentenza della Corte di Cassazione si rifanno ad una norma contenuta nella legge 283 del 1962 recante disposizioni in tema di “Disciplina igienica della produzione e vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”. Il “giro di vite” imposto dalla citata nota, ha fatto si che i titolari delle rivendite di frutta e verdura, si siano visti costretti a mettere “al coperto” le derrate alimentari, fino a ieri esposte in bella mostra su marciapiedi e piazzette, senza alcuna eccezione. “Fin qui nulla da eccepire – esordisce il Presidente della Confesercenti di Angri Aldo Severino – è preciso dovere delle autorità preposte, salvaguardare la salute pubblica, ed è bene evidente che in tutte le strade cittadine lo smog è ormai a livelli tali, che non è più concepibile che alimenti possano essere esposti a questi agenti patogeni – e continua – ma è anche auspicabile che queste norme di legge, così importanti per la tutela di tutti, siano applicate anche a chi non ha un posto fisso per la vendita degli alimenti e mi riferisco particolarmente ai venditori ambulanti, spesso abusivi, che propongono al pubblico incanto, alimenti di ogni genere, crudi o cotti”. L’osservazione sollevata dal Presidente della Confesercenti cittadina è ben chiara: malgrado tutto l’impegno che la Polizia Locale profonde nel controllo del territorio, sarà in grado di far rispettare queste norme essenziali per la tutela della salute pubblica, proprio a tutti gli “attori” del commercio angrese? Sarà finalmente possibile sradicare gli abusivi dalle nostre strade, che vendono, spesso sotto costo (ma anche sotto peso), prodotti di qualità non garantita, senza pagare tributi, senza quindi in alcun modo contribuire allo sviluppo cittadino?

E ancora: come ci si comporterà nei riguardi dei venditori di alimenti presenti nel mercato rionale? Ed in occasione del Natale, quando con l’aumento dei consumi, l’offerta aumenta proporzionalmente, si riuscirà a tenere dentro i negozi le verdure, il pescato e tutto quanto siamo soliti consumare per i pranzi delle feste? Ed infine: è proprio vero che questa norma di legge viene applicata in tutti i comuni chiamati in causa dalla nota del Procuratore della Repubblica?

Ribadendo il chiaro e completo sostegno all’operato della Polizia Locale, che sotto il “controllo tecnico” della ASL di competenza, sicuramente metterà in atto tutti gli strumenti in suo possesso affinché le norme vengano rispettate, la Confesercenti di Angri si batterà di modo che tutti gli operatori del commercio si muovano sui binari delle leggi in vigore ed è a disposizione di ogni commerciante per chiarimenti ed azioni da intraprendere per tutelarne gli interessi.

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