L’appello disperato di una mamma: “aiutatemi a riportare a scuola mio figlio Giovanni”

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Ieri mattina è suonata la campanella d’inizio anno scolastico per i ragazzi angresi. Tranne per uno: Giovanni, un sedicenne affetto da epilessia con crisi generalizzate e psicosi con disturbi del comportamento. A raccontare la sua storia, la madre Carmela Puolo, che chiede un gesto di generosità e di umanità al dirigente scolastico della scuola media che ha frequentato Giovanni in questi anni. La signora Puolo spiega che la dirigenza scolastica, invocando la normativa vigente, le ha comunicato che Giovanni, come tutti gli alunni in situazione di handicap, non potrà essere accettato dall’istituto scolastico per ripetere la stessa classe -ovvero la terza media- per la quarta volta.

Tuttavia, ad avviso della signora Puolo, tra l’altro, ci sarebbe stato un errore perché Giovanni ha ripetuto soltanto due volte e non tre volte la terza media. Giovanni si trova in un limbo perché non ha sostenuto l’esame di licenza media, per certificate ragioni di salute, e quindi non potrà essere accettato nemmeno dagli istituti di scuola superiore. La famiglia di Giovanni chiede, quindi, un gesto di solidarietà, perché interrompere il percorso educativo del sedicenne potrebbe compromettere la sua situazione già delicata. Nessuna accusa al sistema scolastico, soltanto una richiesta di aiuto.

La mamma di Giovanni spera anche nell’aiuto dell’amministrazione di Cosimo Ferraioli, ovvero in un sostegno da parte del governo cittadino per sensibilizzare chi di dovere alla soluzione dell’impasse. “Giovanni quest’anno non potrà sedere tra i banchi di scuola -afferma Carmela Puolo- perché il dirigente quando mi sono recata presso l’istituto per effettuare l’iscrizione mi ha comunicato l’impossibilità di accettare mio figlio. Quindi per continuare gli studi Giovanni dovrebbe restare a casa un intero anno scolastico e sostenere gli esami di licenza media da privatista per poter poi accedere agli istituti superiori. Sarebbe un problema enorme per lo sviluppo di Giovanni, lontano da compagni di scuola con cui socializzare e dal sostegno educativo dei docenti.”

Carmela Puolo non chiede altro al dirigente che l’impegno di rivolgersi al provveditorato di Salerno per perorare la sua causa: ovvero per chiedere l’autorizzazione di far continuare gli studi ad un ragazzo disabile. La signora Puolo, poi, evidenzia che dopo le difficoltà iniziali, grazie al corpo docenti dell’istituto scolastico suo figlio è maturato e ha fatto passi da gigante sotto molti profili. Una situazione triste che colpisce un intero nucleo familiare, preoccupato per il futuro del ragazzo.

“Giovanni la settimana scorsa è venuto da me -conclude Puolo- dicendomi: mamma andiamo a comprare lo zainetto e il diario scolastico? Non so cosa rispondergli, non so come spiegargli la situazione. Ho provato a parlargli, a dirgli che forse quest’anno ci saranno dei problemi e che non potrà frequentare la scuola dell’anno scorso. Giovanni, però, ci è rimasto malissimo. Non mi resta che pregare, e a questo punto sperare nel miracolo. Faccio appello alla sensibilità di tutti: aiutatemi a riportare a scuola Giovanni!”    Maria Paola Iovino

 

 

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