, nella mattinata di oggi hanno apposto i sigilli di sequestro al sito di impianto di stoccaggio provvisorio e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi condotto dalla “E.S.A. srl” ed ubicato nell’area P.I.P. di Angri, contestualmente denunciandone a piede libero il legale rappresentante della società ed il gestore in relazione all’illecito superamento dei limiti massimi annuali nell’esercizio dell’attività di raccolta e recupero dei rifiuti speciali non pericolosi, all’omessa comunicazione alla Regione Campania dei dati relativi alle emissioni in atmosfera, alla emissione di gas e vapori nauseabondi tali da molestare non solo le persone frequentanti la scuola sita in Via Nazionale ad Angri ma anche coloro che transitano nella zona.
Il procedimento penale ha avuto avvio da plurimi esposti per esalazioni maleodoranti che avevano determinato gli interventi, di varie autorità, presso la ditta ESA ECO Service Agro srl, esercente attività di stoccaggio provvisorio e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi. I diversi sopralluoghi dei Carabinieri del Reparto Tutela Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Salerno hanno accertato che all’interno della società non vi era il rispetto delle vigenti normative ambientali. In particolare, i numerosi scarrabili contenenti varie tipologie di rifiuti erano tutti privi di copertura ed esposti agli agenti atmosferici, la sussistenza di esalazioni maleodoranti in concomitanza con lo stazionamento di autocarri e compattatori per le operazioni di carico e scarico di rifiuti biodegradabili di cucine e mense; inoltre nel capannone mancava un impianto di convogliamento ed abbattimento delle polveri generate ed all’interno del capannone stesso si avvertivano odori insopportabili in prossimità
della vasca di raccolta dei rifiuti biodegradabili.
Infine le attività investigative hanno avuto un ulteriore impulso anche a seguito di un ultimo esposto, questa volta di oltre cento persone, tutte residenti in Angri in prossimità del sito di stoccaggio della ESA sri, in cui si segnala, da parte dei denuncianti, che la ESA sorge a soli 50 metri dalla Scuola primaria e dell’Infanzia “Taverna” di Via Nazionale tanto da renderla ovviamente impraticabile specie in ragione dell’utenza costituita da bambini anche in tenerissima età.
Il GIP nella stessa ordinanza di sequestro evidenzia il “fatto gravissimo che l’azienda opera accanto ad una scuola frequentata da bambini che vanno dai 3 ai 10 anni di età, i quali per lunghi periodi sono stati costretti a sopportare, per incapacità, approssimazione e interesse puramente economico dei gestori dell’azienda, l’inalazione di odori nauseabondi e la presenza di insetti. E questo, sebbene bastasse provvedere a minime accortezze, di volta in volta segnalate dalle varie autorità, come la copertura dei carrabili o la chiusura delle porte dei capannoni o la loro idonea ventilazione.
La reiterata violazione delle più elementari regole non solo connesse alla gestione dei rifiuti, ma anche alla civile convivenza da parte dell’azienda, rimasta negli anni totalmente impermeabile alle legittime proteste della popolazione locale e prima ancora alle esigenze dei bambini, vittime dei suoi pestilenziali effluvi, impone il sequestro preventivo dell’impianto per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti speciali”











